Affittare casa da privato nel 2026: guida completa per proprietari
· 12 min di lettura

Affittare casa da privato, senza agenzia, in Italia è del tutto legale e si fa in sette passaggi: preparare i documenti, fissare il canone, pubblicare l'annuncio, organizzare le visite, scegliere e verificare l'inquilino, firmare e registrare il contratto, poi incassare l'affitto ogni mese tutelandoti dalla morosità. Nessuna provvigione da pagare, ma qualche obbligo da rispettare: il contratto scritto, la registrazione entro 30 giorni e la scelta del regime fiscale. Qui trovi ogni passaggio con scadenze, costi ed esempi concreti.
In breve
- La legge non impone un intermediario: puoi gestire da solo ogni fase, purché il contratto sia scritto e registrato all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni.
- Il contratto giusto dipende da chi cerchi: 4+4 a canone libero, 3+2 a canone concordato, transitorio o per studenti.
- Con la cedolare secca paghi il 21% sul canone annuo (10% sul concordato) e niente imposta di registro e bollo.
- La cauzione non può superare tre mensilità: per tutelarti davvero dalla morosità servono una buona selezione e una protezione dedicata.
- Con FreedHome pubblichi gratis su oltre 30 portali, scegli tu l'inquilino e paghi 49 € una sola volta, alla prima visita fissata.
Indice
- Affittare senza agenzia: cosa dice la legge
- Prima dell'annuncio: documenti e canone
- Un annuncio che porta visite giuste
- Visite e selezione dell'inquilino
- Quale contratto scegliere
- Firma, registrazione e costi
- Le tasse: cedolare secca o regime ordinario
- Come proteggerti dall'affitto non pagato
- Affittare da privato con FreedHome
- Il nostro punto di vista
- Domande frequenti
- Fonti
Affittare senza agenzia: cosa dice la legge
Gli affitti abitativi in Italia sono regolati dalla legge 431 del 1998, che stabilisce durate, tipi di contratto e casi esclusi (per esempio gli alloggi locati solo per finalità turistiche). Da nessuna parte la legge obbliga a passare da un'agenzia: il proprietario può trattare direttamente con l'inquilino, dalla prima telefonata alla consegna delle chiavi.
Gli obblighi veri sono pochi e chiari. Il contratto deve avere forma scritta, altrimenti è nullo, va firmato da tutte le parti e registrato. Chi affitta in modo diretto è sempre più comune: l'Osservatorio Nomisma-Crif-Confabitare di aprile 2026 rileva che cresce la quota di inquilini che firmano senza intermediazione e che metà dei locatori è interessata a servizi di supporto, soprattutto per selezionare e verificare l'inquilino. È proprio la fase in cui conviene farsi aiutare, senza rinunciare a decidere.
Prima dell'annuncio: documenti e canone
Prima di pubblicare, metti in ordine una cartella con:
- atto di provenienza o visura catastale, per avere categoria, rendita e dati dell'immobile;
- attestato di prestazione energetica (APE), obbligatorio per affittare e da indicare già nell'annuncio: chi ne è privo rischia sanzioni fino a 4.000 € in caso di affitto;
- regolamento condominiale e ultimo consuntivo delle spese, perché l'inquilino chiederà quanto pagherà di condominio e riscaldamento;
- certificazioni degli impianti e libretto della caldaia, se presenti;
- inventario e foto dello stato dell'immobile, utili alla riconsegna per discutere su dati concreti.
Per il canone, parti dagli annunci di immobili simili nella tua zona (stessa metratura, piano, stato) e decidi subito se punti al canone libero o a quello concordato: la scelta cambia contratto e tasse, come vedrai più sotto. Indica in modo trasparente se le spese condominiali e il riscaldamento sono inclusi: è una delle prime domande di chi cerca.
Un annuncio che porta visite giuste
Un buon annuncio fa due lavori: attira i candidati adatti e scoraggia quelli che non lo sono. Struttura il testo così:
- Titolo concreto: tipologia, zona e il punto di forza principale ("Bilocale arredato con balcone, a 5 minuti dalla metro").
- Descrizione: metri quadri, piano, ascensore, esposizione, classe energetica.
- Stanze e dotazioni: arredi, elettrodomestici, cantina, posto auto.
- Posizione: mezzi pubblici, servizi, tempi verso centro e università.
- Condizioni: canone, spese, cauzione, tipo di contratto, data di disponibilità, eventuali preferenze (animali, numero di occupanti).
- Foto luminose di ogni ambiente, scattate di giorno con le stanze in ordine, più la planimetria.
- Invito all'azione: come prenotare una visita.
Sulla visibilità, i principali portali immobiliari permettono ai privati di pubblicare gratis, ma con un tetto: secondo Cose di Casa, si va da 2 a 6 annunci gratuiti a seconda del sito. Ogni portale va poi aggiornato a mano, e le richieste arrivano da canali diversi: email, telefono, chat. È qui che si perde più tempo, e dove una piattaforma che pubblica ovunque da un solo pannello fa la differenza.
Visite e selezione dell'inquilino
La scelta dell'inquilino è la decisione che pesa di più su tutta la locazione. Qualche regola pratica:
- Filtra prima della visita: chiedi per iscritto chi abiterà la casa, lavoro, tipo di contratto, data di ingresso e durata desiderata. Fai visitare solo chi è in linea con le tue condizioni.
- Raggruppa le visite in una o due fasce orarie: risparmi tempo e confronti i candidati a parità di condizioni.
- Chiedi i documenti giusti: documento d'identità, codice fiscale, ultime buste paga o dichiarazione dei redditi, contratto di lavoro, referenze di locazioni precedenti.
Non è una richiesta eccessiva. Secondo lo stesso Osservatorio, il 49% dei locatori avrebbe voluto un certificato di affidabilità dell'inquilino, il 43% referenze di affitti precedenti e il 39% buste paga o redditi; dall'altra parte, il 69% degli inquilini si dice disposto a fornire buste paga o dichiarazioni dei redditi.
Quale contratto scegliere
La legge 431/1998 prevede più formule. Questa tabella riassume quelle che un privato usa più spesso.
| Contratto | Durata | Canone | Per chi è adatto |
|---|---|---|---|
| Canone libero | 4 anni + rinnovo di 4 | Deciso liberamente dalle parti | Famiglie e lavoratori stabili |
| Canone concordato | 3 anni + proroga di 2 | Entro i valori degli accordi locali | Chi vuole tasse più basse nei comuni ad alta tensione abitativa |
| Transitorio | Da 1 a 18 mesi | Secondo gli accordi locali | Esigenze temporanee documentate, come trasferte di lavoro |
| Per studenti universitari | Da 6 a 36 mesi | Secondo gli accordi locali | Studenti fuori sede nelle città universitarie |
Qualunque formula scegli, il contratto deve indicare durata, canone mensile, diritti e doveri delle parti e le regole per il recesso anticipato. La guida pratica della Prefettura ricorda anche gli aspetti formali: 3 o 4 copie firmate in originale e una marca da bollo ogni 4 facciate (se non scegli la cedolare secca). Per partire da una base corretta puoi usare i nostri modelli di contratto con firma online.
Firma, registrazione e costi
Per i contratti abitativi di durata superiore a 30 giorni complessivi nell'anno, la registrazione è obbligatoria entro 30 giorni dalla firma o dalla decorrenza, se anteriore. Puoi farla online con RLI web, con il software RLI o presso un ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate.
Nel regime ordinario paghi l'imposta di registro, pari al 2% del canone annuo con un minimo di 67 €, più l'imposta di bollo. Salvo accordi diversi, le spese di registrazione si dividono a metà tra proprietario e inquilino.
Un esempio: bilocale a 800 € al mese, canone annuo 9.600 €. L'imposta di registro del primo anno è di 192 €, cioè 96 € a testa se la dividete. Con la cedolare secca questa voce sparisce.
E la comunicazione alla Questura? La comunicazione di cessione di fabbricato va fatta entro 48 ore da chi concede l'uso esclusivo di un immobile per più di un mese, ma la registrazione del contratto la assorbe: se registri nei tempi, non serve un adempimento separato.

Le tasse: cedolare secca o regime ordinario
Il proprietario persona fisica sceglie tra due strade.
- Regime ordinario: il canone si somma agli altri redditi e paga IRPEF e addizionali, oltre a registro e bollo ogni anno.
- Cedolare secca: un'imposta sostitutiva del 21% sul canone annuo, ridotta al 10% per il canone concordato. Sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e bollo. È riservata alle persone fisiche che non affittano nell'ambito di un'attività d'impresa o professionale.
Riprendendo l'esempio da 800 € al mese: con la cedolare al 21% paghi 2.016 € l'anno; con un concordato al 10%, se l'immobile e il comune lo permettono, 960 €. Nel regime ordinario il conto dipende dal tuo scaglione IRPEF: più alto è il tuo reddito, più la cedolare tende a convenire. Se hai altri redditi rilevanti o detrazioni da far valere, fai la simulazione con il tuo commercialista o un CAF prima di firmare, perché la scelta va indicata in sede di registrazione.
Come proteggerti dall'affitto non pagato
Per chi affitta da privato, la morosità è la preoccupazione numero uno. Gli strumenti a disposizione sono quattro, e funzionano meglio insieme.
La cauzione. Il deposito non può superare tre mensilità e produce interessi legali a favore dell'inquilino; una clausola che preveda di più viene ridotta al limite di legge. Copre i danni, ma su un affitto non pagato per mesi si esaurisce in fretta.
La fideiussione. Una garanzia bancaria o assicurativa permette al proprietario di chiedere il pagamento direttamente al fideiussore se l'inquilino non paga. Va prevista nel contratto, con importo e durata chiari.
La selezione. Documenti di reddito, referenze, colloquio: nessuna garanzia vale quanto un inquilino scelto bene.
La protezione dell'affitto. Se l'inquilino smette di pagare, la via legale è lo sfratto per morosità, che tra udienze, eventuali termini di grazia concessi dal giudice ed esecuzione può richiedere molti mesi. Una protezione che continua a versarti il canone e copre le spese legali ti evita di restare senza entrate nel frattempo. Se ti trovi già con canoni arretrati, rivolgiti a un avvocato esperto di locazioni prima di inviare diffide o avviare qualsiasi azione.

Affittare da privato con FreedHome
Con FreedHome tieni il controllo di un affitto da privato, senza fare tutto da solo. Pubblichi il tuo annuncio gratis su oltre 30 portali da un unico pannello, filtri le richieste di visita e scegli personalmente l'inquilino. Non ci sono provvigioni né abbonamenti: paghi un pagamento unico di 49 € per alloggio, solo quando viene fissata la prima visita.

Le referenze dei candidati si verificano online, contratto, firma e registrazione sono digitali e il canone arriva in automatico ogni mese. Se vuoi dormire sonni tranquilli, attivi la Protezione Rischi contro morosità e controversie legali a 29 € al mese. Per chi preferisce evitare la cauzione tradizionale c'è anche l'opzione Zero Deposito, a 24,99 € al mese. Trovi tutti i passaggi su come funziona FreedHome.
Il nostro punto di vista
Chi sceglie di affittare casa da privato non cerca solo di risparmiare la provvigione: vuole decidere a chi affidare il proprio immobile. È una scelta giusta, e secondo noi non dovrebbe costare in tempo, burocrazia e ansia per i pagamenti.
Per questo abbiamo costruito FreedHome attorno a tre punti. Il primo è la visibilità: un annuncio pubblicato gratis su oltre 30 portali raggiunge molti più candidati di uno caricato a mano su un paio di siti. Il secondo è il controllo: sei tu a scegliere l'inquilino, con le referenze verificate online e un contratto preparato, firmato e registrato in digitale. Il terzo è la serenità: l'incasso automatico del canone e la nostra protezione contro la morosità ti garantiscono il pagamento anche quando l'inquilino non paga.
Oltre 10.000 proprietari hanno già affittato così, e ci danno 4.4 su 5 su Trustpilot. Crediamo che il futuro dell'affitto tra privati sia questo: diretto, digitale e protetto.
la redazione
Domande frequenti
Quanto costa affittare casa da privato?
Le voci fisse sono l'APE, se non lo hai già, e la registrazione del contratto: nel regime ordinario il 2% del canone annuo (minimo 67 €) più il bollo, di solito divisi a metà con l'inquilino. Con la cedolare secca registro e bollo non sono dovuti. Con FreedHome aggiungi solo 49 € una tantum alla prima visita fissata, senza provvigioni.
Si può affittare senza registrare il contratto?
No. I contratti abitativi oltre i 30 giorni complessivi nell'anno vanno registrati entro 30 giorni dalla firma o dalla decorrenza. Puoi registrarlo online con RLI web oppure, con FreedHome, in digitale insieme alla firma del contratto.
Quanta cauzione posso chiedere all'inquilino?
Al massimo tre mensilità di canone, che a fine rapporto restituisci con gli interessi legali maturati, salvo danni o somme dovute. Per coprire il rischio di affitto non pagato oltre la cauzione puoi prevedere una fideiussione o attivare una protezione dedicata.
Meglio il canone libero o il concordato?
Il canone libero ti lascia decidere l'importo e dura 4+4 anni. Il concordato segue i valori degli accordi locali e dura 3+2 anni, ma con la cedolare secca paghi il 10% invece del 21%. Se il tuo comune prevede gli accordi territoriali, confronta il canone netto delle due opzioni.
Fonti
- Legge 9 dicembre 1998, n. 431 (Normattiva)
- Guida alle locazioni ad uso abitativo (CCIAA di Torino)
- Osservatorio Nomisma-Crif-Confabitare, aprile 2026 (SimplyBiz)
- Sanzioni APE (Certificato-Energetico.it)
- Come mettere la casa sui portali senza agenzia (Cose di Casa)
- Guida pratica per chi affitta o cerca casa (Prefettura)
- Contratto di locazione, regime ordinario (Agenzia delle Entrate)
- Cedolare secca (Agenzia delle Entrate)
- L'imposta di registro sui contratti di locazione (CAF CISL)
- Comunicazione di cessione di fabbricato (Questura di Catanzaro)
- Cessione di fabbricato (Unione di Comuni Valli e Delizie)
- Cauzione in affitto (Ius Populi)
- Clausola fideiussoria contro la morosità (Studio Legale Magri)
